
Inaugura domenica a Casa Bucci (ore 18.30) la mostra "Ceramiche Molaroni: il gesto fedele" con l’intento di celebrare una delle manifatture più antiche d’Italia, sorta nel 1880. Fino al 10 gennaio 2026 si potrà ammirare una selezione di bellissime ceramiche della bottega pesarese, fondata da Vincenzo Molaroni a fine Ottocento e ancora oggi produttiva e conosciuta in tutto il mondo grazie al lavoro degli eredi Gianlorenzo e Pierleone, figli della ceramista Marcella Molaroni, scomparsa prematuramente nel 2018. "Due manifatture che s’incontrano" afferma Viviana Bucci, curatrice dell’esposizione.
"Questa mostra – prosegue – nasce dall’idea di dare ospitalità a una manifattura storica di Pesaro, anche lei come noi ancora in attività, perché pochi sanno che mio padre, Franco Bucci, nel 1961 aprì il suo primo laboratorio a Pesaro in una parte dei locali di Molaroni, in via Luca della Robbia. Quelle in mostra sono tutte opere che appartengono all’archivio storico famigliare dei Molaroni, sono 40 pezzi divisi in cinque periodi. Abbiamo voluto offrire un assaggio di quella che è stata una produzione gigantesca che va avanti dal 1880. Mi piace sottolineare il titolo – prosegue Bucci - che rende bene il fatto che i Molaroni hanno saputo replicare, inventare, imporre il loro stile ed anche insegnare. Non dimentichiamo che il famosissimo Mengaroni è stato un collaboratore di Molaroni. Questa manifattura è un esempio vivido di quanto la parola replicare non voglia dire togliere bellezza, lustro a quello che si fa".
La famiglia Molaroni ha contribuito in modo determinante all’identità ceramica di Pesaro, essendo capace di interpretare l’illustre tradizione della maiolica rinascimentale italiana, attraverso una produzione in serie, decorata interamente a mano, che ha ottenuto riconoscimenti nelle principali esposizioni nazionali ed internazionali. D’altra parte, Casa Bucci, l’ex laboratorio di ceramica di Franco Bucci, aperto a inizio anni ‘70, oggi rigenerato dalla famiglia in centro culturale (oltre che centro di una rinnovata produzione), è l’emblema di un importante legame storico e affettivo con i Molaroni