A Pesaro la mostra che racconta la grande tradizione ceramica della città
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Negli spazi di Casa Bucci va in scena un omaggio alla storia antichissima della produzione ceramica nella città marchigiana, attraverso vasi, anfore e piatti prodotti dalla famiglia Molaroni in quasi un secolo e mezzo di attività.
Ceramiche Molaroni, Scatola portagioie Scatola tonda a motivi policromi e fondo nero, particolare. Photo Michele Alberto Sereni
Per comprendere la longevità dell’arte ceramica a Pesaro, dove le prime produzioni in terracotta risalirebbero all’età romana, si deve guardare al territorio: le sponde del fiume Foglia, che scorreva sotto le mura della città, fornivano creta in abbondanza per la produzione di stoviglie e suppellettili.
La storia della manifattura Molaroni
La manifattura della famiglia Molaroni si affermò, tra Otto e Novecento, come una delle più rilevanti dell’area adriatica, interpretando la tradizione della maiolica rinascimentale italiana attraverso una produzione in serie, decorata interamente a mano, che ha ottenuto riconoscimenti nelle principali esposizioni nazionali ed internazionali. Coadiuvato da maestranze capaci e usando colori creati appositamente, Vincenzo Molaroni propose, infatti, decori diventati celebri per la loro raffinatezza, come l’Istoriato, le Grottesche, il Liberty, e altri motivi pittorici di sua invenzione, tra cui il Raffaellesco blu. Più tardi la fornace avrebbe sviluppato ulteriori temi, sempre ispirandosi alla storia della città, con la rosa e la margherita settecentesche, ma anche sperimentando soluzioni inedite, come il policromato, un insieme di inediti ornamenti floreali.
Maiolica a fondo azzurro decorata in stile “fiore orientale”. Photo Michele Alberto Sereni